Il ponte Fabricio, lungo 25 metri e ben conservato nella sua forma originale, è detto anche dei “Quattro Capi” per i motivi in seguito raccontati.
Insieme a ponte Milvio è il più antico di Roma ed è l’unico, insieme al dirimpettaio ponte Cestio che non collega le due sponde del Tevere; in particolare collega una sponda (lungotevere de’ Cenci) all’Isola Tiberina all’altezza dell’Anagrafe e della Sinagoga di Roma (rione Regola).

Si narra che durante il restauro effettuato da Sisto V, i quattro architetti preposti al lavoro, vennero alle mani per questioni personali ma in maniera così violenta che quasi ci scappava il morto.
Saputa questa cosa Sisto V, che aveva un carattere molto deciso, li fece condannare con la decapitazione sul medesimo ponte. Fece poi scolpire insieme nel travertino le loro quattro teste e le pose all’inizio del ponte da cui venne anche detto Ponte dei Quattro Capi.

 

Fonte:
Leggende e storie romane – Giggi Zanazzo – ed. Biblioteca Romana MERAVIGLI  1992